Balestriere – miniatura gdr

Questo è uno dei modelli che ho creato nel periodo in cui la stampante non era operativa quando ho rovinato la filettatura del pezzo di giunzione dell’estrusore.
Nonostante ne abbia fatto due versioni, per questioni di tempo oggi ne vedremo solamente una, ovvero la posa in piedi.
Per le mummie restanti dovrete aspettare settimana prossima.

Introduzione

Il modello l’ho creato circa un mese fa, quando ancora ero in fissa per la balestra, quindi ho voluto fare anche i balestrieri da utilizzare come miniature per D&D. Un motivo in più è dato dal fatto che tutti gli arcieri che ho creato finora, o sono rotti o sono rovinati, quindi servono nuove unità a distanza. Inoltre, sono tutte con l’arco, nessuna con la balestra.

Come riferimento principale per il vestiario ho utilizzato questa immagine.

Dal mio storico di fiducia mi è stato consigliato di aggiungere anche uno scudo (che pare si chiamasse pavese), che utilizzavano quando ricaricavano l’arma. Infatti le balestre, per quanto possano essere pericolose sia in termini di gittata che di penetrazione, richiedevano relativamente molto tempo per essere ricaricate (circa un paio di minuti), tempo in cui i balestrieri necessitavano di una copertura per evitare di essere colpiti dalle frecce nemiche.

Nella ricerca immagini si può vedere che molti balestrieri sono anche abbastanza corazzati. Io ho scelto questo per variare un po’ dal solito, per non fare anche loro in armatura completa.

Dato che ne ho fatti tre pitturati in maniera differente, nella prima pagina mostro solo quello che fa riferimento all’immagine, mentre nella pagina seguente mostrerò le altre due varianti.

Il modello 3D

Per la creazione del modello ho utilizzato come base il modello maschile, e per il vestiario ho utilizzato i modifier mirror e subdivision surface.

Come ho già fatto con Van, ho creato solo le parti visibili, quindi dei pantaloni esiste solo la parte inferiore che esce dalla veste

Il modello dei pantaloni in risalto. Ho creato solamente la parte dal ginocchio alla caviglia

Per la maglia di protezione alla testa sono partito da un cubo, modellato per scendere sulle spalle e dal quale fuoriesce solo il volto. In testa ho poi aggiunto un elmo ottenuto da un cilindro.

La maglia avrei voluto farla con i vari anelli, o almeno una versione grossolana di essi, ma ho desistito in quanto sarebbero stati comunque troppo piccoli.

La veste l’ho ottenuta partendo da un cubo, che va a coprire quasi tutta la persona. Le braccia le ho fatte come blocco separato per poterle mettere in posa più agevolmente.
Infine alle scarpe, ho voluto aggiungere il dettaglio dei lacci, facendoli più grandi del dovuto, sperando che venissero riprodotti.

Passiamo alle armi. Come per le gambe, anche dei quadrelli ho creato solo la parte sporgente dalla sacca, ovvero la cocca e il piumaggio. Per fare quello sulla balestra invece, ne ho preso uno e ho fatto un’estrusione fino ad ottenere la lunghezza voluta.

La sacca con i quadrelli

La stessa cosa l’ho fatta per la spada, di cui ho creato solamente il fodero, l’elsa e il manico.

Per fare la balestra ho seguito un procedimento molto simile a quello che ho fatto per il mio giocattolino, ovvero un corpo principale e le braccia. Ho poi aggiunto qualche dettaglio minore solamente scenico. Ho anche deciso di arrischiarmi a fare la corda, creandola particolarmente spessa per assicurarmi che uscisse. So che in genere nelle miniature le corde degli archi non vengono fatte proprio perché risultano troppo piccole e fragili, ma onestamente non mi piaceva la versione senza corda.

Il confronto tra la balestra con e senza corda

Nel paragrafo successivo vedremo che questa è stata una scelta azzeccata, dato che la corda è stata stampata e sembra anche relativamente resistente.

Una volta fatto il modello, sono passato alla posa. Come mio solito ho prima posato il modello maschile e poi ho modificato il vestiario di conseguenza. In particolare, per dare la piega alla veste ho attivato lo spostamento in gruppo dei vertici, premendo O. In questo modo sono riuscito a dare una piega più realistica.

Una piccola nota: il modello sembra è girato rispetto alla vista frontale, perché preferisco sempre spostare meno parti possibili (questo concetto credo di averlo già spiegato in passato). Qui ho solamente girato la testa e spostato leggermente le gambe, lasciando quasi inalterato tutto il resto.

Un dettaglio che mi preme far notare sono le braccia. Come detto prima, le ho fatte separatamente dalla veste, partendo da dei cilindri. Però qualunque cosa facessi, sembrava che avesse le braccia di gomma. Nel video di seguito potete vedere questo particolare da questo minuto.
Come ho risolto? Scomponendo il braccio in due parti, una per il braccio e l’altro l’avambraccio, ottenuti da un cubo allungato ciascuno, che si intersecano all’altezza del gomito.

Infine ho rifatto le mani perché quelle del modello base mi sembravano troppo piccole. Per farle ho usato un cubo per il palmo e un cilindro per ogni dito.

Ho quindi cancellato tutto, tranne la testa della base maschile usata come riferimento.

Qui il video della modellazione, nel quale è presente tutto nel caso abbia dimenticato di riportare qualcosa.

La stampa 3D

Dato che settimana scorsa ho stampato le mummie con i relativi problemi, per questa stampa mi è tornata l’ansia delle parti fragili. E in parte ho avuto ragione.

Per prima cosa le impostazioni di stampa: ho utilizzato l’altezza dei layer a 0.1mm, usando sia il brim che i supporti. Questi ultimi però erano troppo invasivi, dato che Cura li poneva sotto le braccia, la balestra e alcune piccole parti sporgenti, andando a circondare tutta la miniatura. Per ovviare ho quindi creato io dei supporti artigianali.

La miniatura con i supporti aggiunti da me, frontale
E la vista da dietro

Per prima cosa ho fatto i supporti per la parte posteriore, facendoli per lo scudo, la spada e il gomito sinistro. In questo modo i supporti generati con Cura sono solo nella parte frontale della miniatura e quindi già più semplici da rimuovere.
Poi ne ho fatto altri anche per la sacca dei dardi e uno per parte del braccio destro.

Il modello appena rimosso dal piano di stampa

I supporti che ho aggiunto mi hanno sia semplificato che velocizzato la rimozione del materiale di supporto.

L’unico punto che ha creato problemi sono state le caviglie. Nonostante nel modello 3D siano “giuste”, per la stampante sono molto piccole e quindi molto facili da rompere. E tanto per cambiare dal mio solito, a questa prima miniatura che mostro ho rotto entrambi i piedi.

Oltre ai supporti, ho anche utilizzato il pezzo dummy per evitare di deformare la testa con il calore eccessivo dell’ugello.

La miniatura ha richiesto circa 40 minuti per essere stampata.

La pittura

Per colorare questa prima versione ho utilizzato:
Citadel

  • Ceramite white
  • Abaddon black
  • Runefang steel
  • Ironbreaker
  • Cadian fleshtone

Tamiya

  • Marrone
  • Oro
  • Azzurro

Pitturata senza usare tecniche particolari.

La prima miniatura completata

L’avete notato? A questo balestriere manca il piede destro! Questo perché oltre ad averlo rotto, ho anche perso il piede. Tutt’ora devo ancora capire com’è stato possibile, dato che in genere i pezzi da incollare li tengo sempre ben separati da tutto e in bella vista.

Comunque, dato che non volevo buttare via tutta la miniatura solo per questo inconveniente, ho recuperato una piccola parte del pezzo dummy, da usare come appoggio per la gamba.

Conclusioni

A essere sincero, queste mi sembrano miniature che rientrano nei miei standard, ma pare che a quelli a cui li ho mostrati siano piaciuti molto. Addirittura hanno ricevuto commenti positivi su Instagram, inoltre più di una persona mi ha detto che secondo lui sono tra le migliori miniature che abbia fatto finora.
Spero che questi complimenti siano veri e che io non me ne accorga solo perché ci lavoro costantemente.

Detto questo andiamo a vedere gli altri due.

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Fede

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

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