Basette – piastrelle del tempio di pietra

È finalmente arrivato il momento di vedere una delle parti più importanti del tempio di pietra, nonché seconda classificata come parte che mi ha creato più problemi. Sto parlando delle basette.

Al primo posto ci sono i muri per un motivo semplicissimo: non posso modificarli rapidamente, ma devo ricreare tutto il modello ogni volta (o quasi), mentre per le basette è sufficiente una lieve modifica. Comunque i muri saranno un argomento di un futuro articolo, quindi vediamo ora come ho creato le basette.

Introduzione

Con l’articolo di oggi voglio mostrare due tipi di basette differenti: una base con le piastrelle e una “avanzata” con il tappeto, che saranno le protagoniste delle prime due pagine. Dopo queste vedremo anche i tentativi che ho fatto per arrivare alla versione finale. Ammetto che per il modo in cui ho lavorato mi sento un po’ stupido, ma spiegherò successivamente il perché.

Come mi è già capitato di fare in lavori precedenti, queste basette fanno anche da base per i muri, porte e qualsiasi altra struttura montata su un pavimento.

Non è la prima volta però che faccio delle basette, infatti vi ricorderete che ne avevo già fatte per il pavimento di legno. In quel caso ne avevo fatte poche, ma mi sono reso conto di un problema abbastanza grave, ovvero che scivolano. Infatti se la superficie non è particolarmente ruvida (cosa impossibile per quasi tutti i mobili/tavoli delle case) è difficile che le basette restino allineate bene tra di loro, figuriamoci poi nel caso in cui ci si debbano muovere sopra delle miniature. Per risolvere questo problema ho cercato un sistema per unite tra di loro le basette. Dato che seguo alcuni canali che si occupano di questo argomento, ho visto le possibili soluzioni: un attacco magnetico o degli attacchi a incastro. Dato che i magneti sarebbero troppo costosi, e nel mio caso particolare anche troppo ingombranti, ho ripiegato su un sistema a incastro, utilizzando degli stuzzicadenti tagliati appositamente.

Ho scelto gli stuzzicadenti perché credevo che avessero una dimensione standardizzata, anche se pare non essere così. Inoltre costano poco e posso procurarmene una grossa quantità senza problemi, oltre che essere semplici da lavorare, avendo bisogno giusto di un tronchesino.

Essendo l’ambientazione un tempio di pietra, la scelta di fare delle piastrelle mi è quasi sembrata ovvia. La scelta di fare una piastrella grande un quadretto deriva è per avere una comodità visiva: una volta poste sul campo, la visualizzazione dei quadretti deve essere immediata. Infatti avevo anche creato un modello in cui ogni basetta è composta da quattro piastrelle più piccole, ma avrebbe creato troppa confusione, soprattutto in ambienti grandi e senza particolari riferimenti.

Il modello 3D

La creazione del modello è quasi immediata. È composto da una base, un cubo smussato nella parte inferiore comune a tutte le basette che ho creato, e la piastrella, un altro cubo smussato nella parte superiore.

Dato che la basetta ha il lato di 2.5cm, per poter lasciare dei bordini separatori, la piastrella è larga 2.4cm. In questo modo piastrelle adiacenti creano un bordino di 1mm.

Ho poi aggiunto un foro su ogni lato. Dopo vari test ho deciso per un foro di 1cm per lato, il che significa che per due basette affiancate lo stuzzicadenti deve essere lungo 2cm. Dato che il diametro degli stuzzicadenti è di circa 2mm, il foro l’ho fatto di quella dimensione.

Ho quindi creato un cilindro di 1cm di lunghezza e 2mm di diametro, posizionato e fatto le copie necessarie con l’aiuto del modifier mirror e poi, con boolean in sottrazione ho creato i fori.

In questo caso particolare, non so perchè ma boolean ha dato problemi, motivo per cui ho dovuto applicarlo separatamente alla base e alla piastrella.

Questo è stato tutto il lavoro necessario per fare la basetta singola 1×1.

Da questa ho poi fatto quelle più grandi 2×2, utilizzando il modifier array due volte. Non ho fatto ulteriori basette più grandi per motivi che spiegherò nell’ultima parte. Inoltre non ho neanche fatto basette 2×1 dato che al momento non ne ho bisogno.

Quindi in definitiva, ho creato solamente delle basette 1×1 e 2×2.

La stampa 3D

Per la stampa ho utilizzato layer alti 0.2mm, senza utilizzare brim e supporti. Per risparmiare sul materiale ho cercato di ridurre il riempimento. Generalmente utilizzo un riempimento del 20%, ma sono sceso al 15%. Non sono potuto andare oltre dato che già, con il filamento che stavo usando, si sono presentati lievi difetti sulla superficie superiore della piastrella, anche se in generale il risultato rientra nei miei standard.

La cosa ottima di questo progetto è che ho potuto stamparne molte insieme, arrivando a 16 basette singole o quattro basette 2×2.

Le basette hanno un’altezza di 4mm per la parte inferiore, mentre la piastrella sopra è alta circa 2mm.

Tutte le basette sono state stampate senza problemi, neanche nella sezione dei fori.

La pittura

Le basette le ho stampate con due filamenti differenti. Ho iniziato con il grigio e ho proseguito con il nero, dato che il primo era finito e il tempo di spedizione era troppo lungo.

Le prime le ho pitturate con l’Abaddon black come base per i bordini mentre le piastrelle sono fatte con il Dawnstone.
Con il filamento nero invece mi sono limitato a colorare le piastrelle con il Dawnstone.

Purtroppo il colore non è granché dato che le ho pitturate come se fossero miniature. Avrei dovuto fare come per i muri, ma dato che le ho fatte prima non potevo ancora saperlo. Infatti per i muri sono riuscito a usare la tecnica del dry brush in maniera efficiente.

Mettendola in controluce è possibile vedere la struttura interna. SI possono notare in chiaro le linee delle piastrelle, mentre più scuro sono i fori per gli stuzzicadenti

Lavoro supplementare

Come ho già detto, ho usato degli stuzzicadenti per unire le basette. Essendo i fori di 1cm, gli stuzzicadenti devono essere di 2cm. Per compensare eventuali errori di stampa però li ho tagliati a lunghezze di 1.8-1.9cm.

Ho avuto qualche problema con le dimensioni degli stuzzicadenti. All’inizio ho detto che credevo che fossero abbastanza standardizzati come diametro, ma purtroppo non è così, anche se la variazione non è eccessiva.

Quindi per infilare alcuni stuzzicadenti ho dovuto letteralmente martellarli dentro, facendo attenzione a usare poca forza per non rovinarli o romperli, mentre altri sono riuscito a inserirli a mano.

Il motivo per cui nella versione finale ho deciso di usare blocchi da 2cm è per una questione di maneggevolezza, cosa che manca a una mia prova precedente con lunghezze di 1cm.

Posso comunque dire che questo risultato è ottimo. Qualche stuzzicadenti l’ho tagliato male e risulta tropo lungo, creando problemi di allineamento tra le basette, ma in generale posso dire che se tagliati leggermente più corti dei 2cm si risolve.
Ho notato anche che gli stuzzicadenti tengono bene il peso delle basette. Quelle che ho unito sono andate a formare stanze 6×4 e risultano comunque resistenti. Considerando che devono solamente rimanere appoggiate al tavolo, direi che è un ottimo risultato.

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Fede

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

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