Caladrel e arcalbero – High Mountain Zone

Introduzione

La prima cosa da dire assolutamente è che questa miniatura è maledetta, ma il perché ve lo spiegherò nell’ultima sezione dell’articolo.
Iniziamo con le cose veramente importanti, ovvero l’idea di questo personaggio. Tutto è partito dall’arco: stavo riflettendo sull’animazione di dark souls 2 quando usano gli archi grandi, che vengono appoggiati a terra. Dato che gli archi generalmente sono in legno, mi è venuta l’idea di aggiungere delle radici (sceniche) come appoggio, ma poi mi son detto “perché non dargli completamente la forma di un albero?”. Quindi dovendo giustificare questo, è saltato fuori un albero cresciuto con quella forma e che possiede qualche capacità magica per poter essere usato in questo modo, senza appassire.
Ovviamente per usare un’arma del genere serve un personaggio adeguato, che in questo caso è Caladrel: una persona (o un elfo) di grossa corporatura, con molta forza. Dato che usa come arma un albero ho pensato che sarebbe meglio se fosse un ranger o un druido (secondo gli standard del fantasy). Quiindi non poteva mancare anche un animale che lo segue.
Per quest’ultimo ho avuto vari dilemmi: doveva essere un’animale che potesse stare su un albero. Alla fine banalmente ho optato per un falco (anche se come primo animale pensavo a un’aquila).

Prima di passare alla sezione successiva devo fare una breve spiegazione sui nomi, che sono temporanei:

  • High Mountain Zone: è il nome che ho dato all’ambiente in cui si dovrebbe svolgere l’avventura di Caladrel (e i suoi compagni) se tutto andrà bene. Il nome fa riferimento a Hill Top zone del gioco Sonic 2, dato che quel livello mi ha fatto da ispirazione per il paesaggio
  • Caladrel: questo è il nome di un mio vecchio personaggio di una campagna di D&D; piuttosto che lasciarlo senza nome ho preferito dargli questo
  • Arcalbero: molto banalmente è l’unione delle parole arco e albero (wow che fantasia!)

Il Modello 3D

Caladrel

Figura 1 – Il modello di Caladrel finito, prima di essere messo in posa. Si possono notare i pugnali legati alla gamba destra, rimossi poi prima della stampa in quanto troppo piccoli
Figura 2

Come base per la creazione del personaggio ho utilizzato un modello maschile che avevo già creato, avendo quindi già a disposizione il corpo e lo scheletro per la posa. Io ho solo aggiunto il vestiario.
Tutti i vestiti sono stati creati sfruttando i modifier subdivision surface e mirror per quelli speculari, in particolare nella modalità clipping per maglia, pantaloni e mantellino con il cappuccio. Tutti i pezzi sono stati creati come modellini pieni per non incorrere in artefatti durante la fase di stampa.

Figura 3 – Da sinistra a destra: mantellino con cappuccio, maglia, cinture, pantaloni,
in alto parabraccio e in basso gli stivali. Allo stivale di destra è stata sfasata la piegatura per mostrare che è composto da due pezzi separati

Il modello in generale è molto semplice e non presenta molti dettagli, questo perché ho preferito aggiungerne eventualmente durante la fase di pittura e tenere la stampa il più semplice possibile.

Piccola curiosità – a Caladrel ho fatto un parapetto (anche se il termine corretto è para seno). Io l’ho aggiunto solo come equipaggiamento di scena, ma come ogni buon arciere saprà (quindi non io), questo è bellamente inutile per gli arcieri maschi, cosa che ho scoperto solo dopo aver finito la miniatura.

Falco

Figura 4 – Il falco. È stato selezionato il corpo centrale per mettere in evidenza i vertici
Figura 5 – Retro del falco, si possono notare le parti in cui è stato diviso

Il falco è stato creato in maniera molto abbozzata (e sembra un po’ un piccione). Ogni parte del corpo è composta da un cubo allungato estrudendo nuove facce, a cui ho applicato il modifier subdivsion surface, questo infatti li rende abbastanza tondeggianti. Dalle figure sopra si può anche vedere che il corpo è stato modellato in pezzi separati: il corpo, le ali, la cosa e le zampe.
Queste ultime, dato che sono molto piccole rispetto al resto, non le ho neanche sviluppate, e sono composte da dei rettangoli attaccati direttamente alla coscia. Questo si è reso necessario altrimenti sarebbero state troppo fragili una volta stampate (oltre che essere estremamente piccole).

Figura 6 – Dettaglio del becco e degli occhi

Arcalbero
Lui è il vero protagonista di questo articolo dato che è partito tutto da lui. Questa parte è stata anche istruttiva per me in quanto mi ha insegnato come fare un albero, che anche se non sembra, non è una cosa così immediata (almeno per me).

Figura 7 – Il modello di arcalbero completo

Come per il falco anche in questo modello ho utilizzato il modifier subdivision surface per ogni pezzo (a parte il manico e la corda). Per aiutarmi nello sviluppo della forma ho utilizzato dei cilindri come riferimenti, mentre per creare il modello vero e proprio ho usato un cubo per ogni parte del tronco seguendo la forma decisa in precedenza e applicando il modifier. In questo modo ho ottenuto una struttura abbastanza tondeggiante, ma per dare un maggiore senso di irregolarità ho spostato la maggior parte dei vertici in direzioni casuali, in modo da ottenere il risultato finale.

Figura 8 – Dettaglio del tronco, in mostra i vertici della parte inferiore

Anche le radici e le foglie sono state create partendo da un cubo a cui è stato applicato subdivision surface e poi modellate per dargli la forma adeguata.
Infine, data la dimensione dell’arcalbero, ho anche creato la corda sperando che venisse stampata correttamente.

La posa
Questa è l’ultima parte della modellazione, cosa che non è stata immediata ma ha subito continue modifiche durante il lavoro, fino a questa posa finale (seppur banale)

Figura 9 – Caladrel in posa, sono già stati rimossi i pugnali per la stampa

Figura 10

Infatti all’inizio il falco sarebbe dovuto stare sull’albero, ma non mi piaceva fare un ramo sporgente come trespolo, quindi l’ho spostato sul braccio. Anche li però il braccio sarebbe dovuto essere piegato in avanti a L, ma il falco avrebbe coperto troppo Caladrel, quindi ho scelto in definitiva la posa in figura.

Tutti i modelli sono stati fatti con Blender v2.79.

La stampa 3D

Per la stampa di questa miniatura ho scelto di utilizzare un’altezza dei layer di 0.1mm, stampata in due pezzi separati: Caladrel con il falco (circa 30 minuti di stampa) e l’arcalbero (circa 23 minuti).
Dato che Caladrel dovrebbe avere una stazza maggiore rispetto a una persona normale, con Cura ho scalato la miniatura a 11x anzichè 10x (per le dimensioni “standard”). In definitiva la miniatura è uscita alta circa 55mm alla cima dell’arcalbero, mentre Caladrel arriva a 34mm. Sono incollati su una basetta da 25mm.
Per la stampa di Caladrel e il falco i supporti generati con Cura sono stati sufficienti e non hanno creato nessun problema durante la loro rimozione (anche se le mani non sono uscite granchè). Come avevo immaginato, i dettagli del falco come il becco e le zampe sono praticamente assenti.

Figura 11 – La miniatura di Caladrel e il falco appena tolte dal piano di stampa. È ancora presente il brim utilizzato per creare una buona adesione al piano di stampa e delle sbavature del materiale

La stampa dell’arcalbero invece mi ha creato più dilemmi: non sapendo se erano davvero necessari i supporti per le foglie ho provato una prima stampa senza, e fortunatamente mi è andata bene. Ho fatto questa scelta in quanto i supporti sarebbero andati a circondare la corda, creando molti problemi durante la loro rimozione (come staccare la corda senza accorgermene). Così facendo invece è stato sufficiente rimuovere solamente un po’ di materiale sbavato tra la corda e il tronco. Il contro è che si sono formati degli artefatti nella parte inferiore delle foglie, ma essendo per loro natura irregolari, non ci sono problemi a riguardo.

Questa è solo una mia idea che non ho ancora testato: per fare la corda degli archi si potrebbe provare a estrudere del filamento e incollarlo successivamente. Bisogna però essere capaci di estrudere la lunghezza giusta senza che il filamento si attorcigli su se stesso.
Nel caso specifico di questa miniatura sarebbero necessari circa 3cm, il che rende l’operazione abbastanza difficoltosa.

La pittura

Come si può vedere dall’immagine precedente, il modello è stampato con PLA grigio, come anche l’arcalbero, che però avrei potuto stampare con PLA marrone e limitarmi a pitturare solo il fogliame.

Per la pittura ho usato una base di nero opaco e i colori:

  • Warpstone glow
  • Troll slayer orange
  • Cadian Fleshstone
  • Runefang steel
  • Abaddon black
  • Tau ligth ochre
  • Ceramic white

e

  • Oro
  • Verde scuro
  • Marrone

e le seguenti miscele

  • 3 gocce di Marrone e 1 punta di Abaddon black
  • Marrone e Ceramic white 1:1 (color cappuccino)

I primi colori della Citadel, i secondi della Tamiya.
Per primo ho pitturato l’arcalbero provando ad aggiungere dei dettagli, usando due verdi differenti per il fogliame e usare un marrone più scuro per fare le venature che purtroppo non si notano (neanche dal vivo).
Alla miniatura di Caladrel e del falco invece sono riuscito ad aggiungere i dettagli, come le parti metalliche per il parapetto, oppure le zampe e il becco che non si vedevano per nulla nel modello stampato.
Ecco il risultato finale

Figura 12 – La miniatura completata

Figura 13

Figura 14

Bloopers

Arriviamo alla parte “comica” dell’articolo. All’inizio ho scritto che questa è maledetta, ma perché?
Tralasciamo il fatto che ho perso una notte di sonno perché continuavo a pensarci, ma durante la fase di pittura ho rovesciato il bicchiere dell’acqua sulla scrivania, inondando mouse, tastiera, un hard disk esterno e una tavoletta grafica, oltre che a un numero imprecisato di fogli (che perlomeno erano già stati usati e non mi servivano più). Al momento in cui scrivo non ci sono danni a riguardo, ma speriamo in bene per il futuro.
Ma la cosa che non mi ha fatto dormire anche la notte successiva è questa:

Figura 15 – “Oddio aaaaah!”

Creare questo mi ha richiesto circa un oretta (fatto con calma) ed è una cosa inquietantissima. Quando sono arrivato a questo punto mi son detto “sono davvero sicuro di non avere già pronto un corpo maschile?”. Sono andato a controllare nelle mie infinite cartelle e con immensa gioia ho scoperto che l’avevo già creato ed è quello che ho poi utilizzato per il modello di Caladrel. Una di quelle cose che si fanno e poi ci si dimentica della loro esistenza.
Infine, durante la stampa dell’arcalbero, probabilmente la calibrazione non era ben fatta e l’estrusore era a contatto con il modello, di conseguenza durante il moto lo trascinava facendolo dondolare. Ho passato 5 minuti sperando che il modello non si rompesse o staccasse dal piano e fortunatamente non è successo.

Per concludere vi lascio con questo

Figura 16 – Il cappello falco

Figura 17 – “Ooooh!”

Fede

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

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