Grim reaper – miniatura gdr

Per pura comodità, dato che ho fatto più versioni della stessa posa, in questa pagina viene presentato l’articolo, mentre nella pagina successiva ci sarà una specie di galleria di immagini delle altre versioni non mostrate qui.

Introduzione

Quella che andremo a vedere oggi è la miniatura del “personaggio” più temuto da ogni giocatore: la morte.

Per questo martedì ho preparato solo la posa in cui la morte punta il dito verso la prossima vittima, in tre versioni differenti: la prima con il cappuccio abbassato, che mostra tutta la testa, la seconda con su il cappuccio e una terza in cui non è assente la testa, con il cappuccio che la nasconde.

Il modello 3D

In questo lavoro ho ridotto le cose da fare al minimo indispensabile, ovvero la tunica, mani, piedi, la testa e la falce. Il resto del corpo, dato che non è mai visibile, non aveva motivo di essere fatto.
Come sempre ho utilizzato i modifier mirror, subdivision surface e per fare il teschio anche boolean.

Figura 1 – Il modello della morte, sovrapposto al modello maschile di riferimento

Per creare la tunica ho comunque usato la base del modello maschile, usandolo come riferimento per la lunghezza. Le maniche le ho fatte separate, per una comodità successiva nella messa in posa.
Passiamo ora alle parti scheletriche, che nonostante le dimensioni ridotte ho voluto fare più dettagliate del resto, facendo ogni singola falange, sia per le mani che per i piedi. In realtà anche questa è una cosa fatta per comodità, infatti basta semplicemente ruotare le falangi per la posa della mano.

Figura 2 – I modelli della mano e del piede. In dettaglio le componenti della mano

Poi c’è il teschio che è la parte più elaborata. Personalmente trovo che non sia semplicissimo da fare, ma neanche impossibile. Dato che la mascella è separata dal resto del cranio, è possibile concentrarsi sul resto. Io mi trovo più comodo iniziando dalla parte frontale

Figura 3 – La parte frontale del teschio. Non sono ancora presenti gli incavi degli occhi e del naso

Così facendo possiamo dare più facilmente la forma degli zigomi e del setto nasale. Fatto questo basta estrudere le facce posteriori, e aiutandoci creando dei loop (con ctrl+r), e modellare i vertici per fare la forma della scatola cranica.

Figura 4 – Il teschio quasi completato. In risalto i denti

I denti, come si vede dall’immagine sopra, non sono altro che dei cubi, che vanno posizionati uno ad uno.
Infine, l’ultimo dettaglio: i fori degli occhi e del naso, che si ottengono usando boolean, in sottrazione rispettivamente di due sfere e di un poligono di forma tendenzialmente triangolare.

FIgura 5 – Il teschio quasi finito,
con le parti usate per creare gli incavi degli occhi e del naso

Il risultato è il teschio finito.

Figura 6 – Il teschio completato

Faccio nota che per fare questo lavoro io mi sono aiutato con un immagine di riferimento, cosa che consiglio vivamente. In particolare, è sempre bene avere un immagine frontale e una laterale, per poter ricostruire il modello 3D. Dato che questo verrà usato per una miniatura, non è importante che sia particolarmente preciso.
Infine la falce: questa inizialmente aveva il manico dritto, ma mi sono accorto che rendendolo curvo è più comodo sia da maneggiare che da mettere in posa.

Figura 7 – Il modello della morte prima di essere messa in posa


Il video in cui viene creato il modello e la prima posa.

Il teschio ho preferito farlo a parte in quanto avendo usato un’immagine di riferimento, non volevo incorrere in problemi di copyright, inserendolo poi successivamente.
La messa in posa è stata tutt’altro che problematica, infatti è bastato ruotare le maniche e posizionare le mani, mentre per le gambe è stato sufficiente spostare i vertici corrispondenti della tunica, come si vede nel video, per creare un piccolo rigonfiamento.
Il risultato (qui mostro solo la versione con il cappuccio abbassato in cui si vedono più dettagli).

Figura 8 – La morte in posa

La stampa 3D

Anche se la morte è rappresentata come uno scheletro umano, me la sono immaginata un po’ più grande di una persona normale, motivo per cui la stampa l’ho scalata a 13x, anziché 10x per una dimensione standard. Ho impostato l’altezza dei layer a 0.1mm, usando i supporti. Ogni versione ha richiesto circa 1 ora.

Figura 9 – Il modellino appena tolto dal piano di stampa

La rimozione del materiale in eccesso è stata problematica, ma ha richiesto particolare attenzione il manico sotto la lama, che rischiava di rompersi durante il lavoro.
Ho anche potuto constatare che questa miniatura è ben bilanciata e può stare in piedi senza l’ausilio della basetta.

La pittura

Per la colorazione ho prima dato una base con lo spray nero e poi ho usato:

  • Abaddon black
  • Ceramite white
  • Ironbreaker

E

  • Marrone

I primi della Citadel e l’ultimo della Tamiya. Per la prima che ho colorato ho anche provato a usare il runefang steel per schiarire la parte affilata della lama, ma dato che non sono buono non ci sono riuscito.
Per sicurezza, dato che i piedi sono molto fini, ho preferito pitturarli prima di incollare la miniatura alla basetta da 25mm.

Figura 10 –
La miniatura della morte, completata
Figura 11

Come ultima cosa, devo dire che nonostante non me lo aspettassi, si possono notare le varie falangi nelle mani, oltre che ad alcuni dettagli del teschio. Purtroppo queste cose non si vedono particolarmente dalle foto e serve anche un buon occhio per accorgersene dal vivo (e forse anche un po’ di fantasia).

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Fede

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

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