Guerriera – Test layer


Annuncio ufficialmente qui che ho attivato il negozio di Etsy, qui trovate il link: Negozio Fede3DWorkshop. Nel negozio per iniziare saranno in vendita alcuni portachiavi fatti da me, di cui parlerò prossimamente, facendo anche un articolo apposito. Cosa metterò in vendita in futuro oltre a questi non lo so ancora, staremo a vedere cosa riesco a inventarmi. Per dubbi o curiosità potete contattarmi mandando una mail a [email protected]


Con l’articolo di oggi torniamo a vedere miniature di personaggi, ma con un test/prototipo e non con un vero e proprio lavoro finito.

Introduzione

Questo modello è in fase di lavorazione da molto tempo, in quanto per mancanza di idee/voglia il progetto è andato molto a rilento. La spinta per fare questa miniatura mi è arrivata da Instagram, dopo aver visto che qualcuno stava iniziando a dilettarsi con i layer alti 0.05mm, ottenendo dei risultati davvero stupefacenti. Parliamo di miniature che a parte qualche difetto minore, sono uguali a quelle ottenute per pressofusione.
Al che mi son detto: se gli altri possono farcela, allora ce la posso fare anche io. Quindi mi sono messo all’opera. Prima di fare questo modello ho fatto un paio di prove per vedere se era almeno pensabile una cosa del genere con la mia stampante, ed ecco i risultati

I layer non si vedono a occhio e la superficie è estremamente liscia, per gli standard della stampa 3D. La guerriera è rotta in quanto non è studiata per essere stampata, è un vecchio modello che ho fatto per diletto. Ho voluto provare perché avevo messo molti dettagli ed ero curioso fino a che livello sarei stato in grado di riprodurli.
Visti i buoni risultati, mi sono quindi dedicato alla creazione di un modello fatto apposta per questo scopo, e l’idea è ricaduta su un personaggio in armatura completa, per vedere anche quanti dettagli mi sarei riuscito a immaginare. Inoltre, per la prima volta ho aggiunto un mantello e un velo nella parte davanti.

Il modello 3D

Come base ho utilizzato il modello del corpo femminile, anche se non ho rispettato tutte le sue proporzioni, rendendo l’armatura più grossa del dovuto. Ho utilizzato i modifier mirror e subdivision surface per quasi tutto, partendo da dei cubi o dei cilindri. Ho fatto in questo modo per ottenere parti abbastanza grandi da non creare problemi in fase di stampa.
Ogni parte dell’armatura l’ho fatta a se stante, per rendere più agevole la messa in posa.
Per iniziare sono partito dai piedi, composti da più parti per dare l’effetto di piastre della scarpa.
La protezione per la gamba è un cilindro, a cui ho aggiunto come dettagli delle “righe”, ottenute da dei cubi.
Arrivando al ginocchio, ho fatto la protezione frontale con una semisfera e ho messo subito un pezzo per congiungere la protezione della gamba con quella della coscia, usando un altro cilindro.
Quest’ultima protezione l’ho divisa in due parti uguali, ottenute ognuna da un cubo, a cui ho dato prima la forma e poi aggiunto come dettagli altre “righe”, come per la parte inferiore.
Ho poi messo un cilindro per congiungere queste protezioni con la vita, come per il ginocchio.

La protezione per la vita è anch’essa ottenuta da un cubo, alla quale ho attaccato poi il velo che copre la parte frontale (mi dispiace se ha un nome specifico, ma proprio non ho idea di quale sia).
Per fare quest’ultimo ho posizionato un piano, poi una volta che ho finito di posare il modello ho applicato il modifier solidify e gli ho dato la forma voluta.

Lo stesso lavoro l’ho fatto anche alle braccia, anche se non ho messo lo stesso quantitativo di dettagli. La protezione per il braccio e avambraccio sono dei cilindri, mentre la mano è divisa in un cubo per il palmo e un cilindro per ogni dito. Come per il ginocchio, ho usato una semisfera per la protezione del gomito, con una sfera per congiungere le braccia (cilindro o sfera sono quasi intercambiabili, dipende solo come ci si trova più comodi o cosa si ritiene più corretto per la forma che si vuole dare).

Arriviamo alla parte che mi ha bloccato maggiormente: il torso. Dato che avevo intenzione di mettere un mantello, mi sono limitato a lavorare solo la parte frontale.
La parte superiore della corazza l’ho ottenuta da un cubo che copre tutto il petto, a cui ho aggiunto delle protezioni per il seno con delle semisfere, modellate usando il proportional editing, che rende più facile spostare un gran numero di vertici, dando la forma voluta. L’utilizzo del proportional editing lo consiglio quando ci si trova a lavorare su forme tondeggianti con un gran numero di vertici.
La parte addominale è protetta da due lastre, a cui ho aggiunto dei rilievi e dei lacci, per tenerle in posizione. Dietro queste ho aggiunto una maglia, ottenuta da un cubo, il cui unico scopo è riempire lo spazio vuoto dietro.

Infine ho aggiunto gli spallacci, lavorando su un quarto di sfera e la protezione del collo, ottenuta da un cubo. Ai primi ho poi attaccato il mantello, fatto nello stesso modo del velo frontale.

Ho poi creato le armi: una spada a due mani e uno scudo in metallo, molto grande. per questi c’è molto da dire, in quanto ho usato le forme base che mette a disposizione blender (cubi, sfere e coni) per fare tutti i dettagli, soprattutto dello scudo.

Per tutti i pezzi dell’armatura ho anche usato l’estrusione lungo le normali, selezionando le facce di interesse e premendo S, per fare i rilievi che si possono vedere sui bordi di molte componenti.

Per evitare problemi di sovrapposizione con il corpo, dato che non ho mantenuto le proporzioni, prima di iniziare la messa in posa ho cancellato tutto il modello femminile, tranne la testa.
Sono passato quindi alla fase successiva, ovvero mettere in posa il modello. Questo lavoro però ha mostrato alcuni errori che ho fatto durante la modellazione, riguardanti la forma dell’armatura. Infatti, viene indossata perfettamente in posizione a “T”, ma non funziona così bene per altre pose, tra cui quella che ho scelto. I problemi maggiori sorgono alle ginocchia e ai gomiti, in quanto il modello delle protezioni non è ottimale.
Sono riuscito comunque a posarla semplicemente ruotando e spostando adeguatamente i singoli pezzi dell’armatura, aggiustando i pezzi di congiunzione delle articolazioni, come da progetto iniziale.
Una volta posizionata ho sistemato il mantello e il telo davanti e infine ho aggiunto i capelli, composti da quattro parti: una sfera che copre la testa, un cilindro per la coda e due cubi per le ciocche davanti.

La stampa 3D

Come ho detto all’inizio questa è stata fatta come prototipo per stampare con i layer a 0.05mm. Per farlo ho usato l’ugello da 0.4mm, ma ho abbassato la velocità di stampa a circa 25mm/s e abbassato la temperatura di stampa. Per provare a riprodurre più dettagli ho scalato il modello a 12x anziché i classici 10x.

Nei miei articoli non ho mai scritto i dettagli riguardanti le velocità di stampa in quanto sono molto variabili per ogni stampante. Generalmente i produttori indicano velocità di 60-70mm/s, chi di più, chi di meno.
Io generalmente lavoro a 50mm/s, che mi sembra un buon compromesso tra tempo di stampa e risultato ottimale.
Per lavorare con un’altezza dei layer così bassa per, ho letto che è consigliabile abbassare la temperatura e la velocità di stampa, motivo per cui ho impostato i valori detti sopra.
Questi numeri che ho detto sono solo indicativi, infatti le impostazioni che ognuno può usare dipendono dalle prestazioni della stampante e dal risultato che si vuole ottenere.

Ho utilizzato sia il brim che i supporti e la stampa è avvenuta con successo,
anche se con alcuni difetti, più o meno gravi.
Il più grave riguarda la spada

Nella foto è staccata dal modello (mi si è rotta mentre rimuovevo il materiale di supporto), ma si vede che c’è una parte molto definita, sotto, mentre la parte superiore è filamento fuso. Questo perché dal punto in cui cambia la qualità di stampa mancava da stampare solo la spada e l’ugello è stato costantemente in quel punto, surriscaldando il filamento. Per risolvere è necessario aggiungere un pezzo dummy in modo da allontanare l’ugello il tempo che il materiale si raffreddi (cosa che comunque non ho fatto).
Il secondo problema riguarda il fatto che erano presenti molte sbavature, dovute probabilmente a una temperatura ancora alta e alla ritrazione del filamento bassa.
In generale comunque è venuta ben definita, anche se non si vedono i dettagli sulle gambe e le cinture delle protezioni dell’addome.

La miniatura quindi è uscita bene, anche se mi sono accorto solo dopo di una dimenticanza: la parte in mezzo alle gambe. Questa parte è cava e quindi riempita di materiale di supporto, ma avrei dovuto mettere un cubo o qualsiasi altra cosa per riempire, dato che sarebbe tutto coperto e non si vedrebbe. Questo è un accorgimento che potrebbe aiutare giusto durante la fase di stampa, ma che non influisce poi sull’aspetto finale della miniatura.

Una nota molto importante è il tempo richiesto dalla stampa: circa 2 ore e mezza, per una miniatura che è alta circa 34mm. L’ho incollata su una basetta da 25mm.

La pittura

Inizialmente volevo pitturarla di grigio, ma in fase di pittura ho scelto un’altra colorazione. Ho usato:
Citadel

  • Abaddon black
  • Runefang steel
  • Evil sunz scarlet
  • Cadian fleshtone

Tamiya

  • Oro
  • Marrone

La pittura è uscita bene, anche se ho avuto qualche problema nel raggiungere alcuni punti nascosti, come il retro dello scudo o in mezzo alle gambe.

Conclusioni

La conclusione principale è che posso stampare a questa risoluzione, a patto di trovare le impostazioni ottimali per la stampante.
La miniatura mi piace ed è uscita molto bene, anche se onestamente non vedo molta differenza rispetto a quelle stampate con i layer alti 0.1mm, quindi sorge spontanea la domanda: ne vale la pena?
Questa miniatura ha richiesto oltre 2 ore di stampa, contro meno di 1 ora delle altre che ho mostrato, senza contare il lavoro necessario su blender, molto più lungo per fare tutti i dettagli.

La mia risposta è: dipende. Creare i modelli con così tanti dettagli non può che farmi bene, sia per imparare a usare meglio blender che per la fantasia, in quanto richiede più cose da riprodurre. Nel caso dovessi riuscire a trovare le impostazioni ottimali potrei pensare di stampare tutte le miniature di questo tipo con queste impostazioni, per mostrare anche lavori fatti meglio.

Ovviamente questa risoluzione così alta è limitata a modelli molto piccoli, come appunto miniature in scala da 28mm. Non sono sicuro che possa valere la pena per miniature più grandi, a meno di lavori particolari, e ancora meno per i modelli dell’ambientazione, soprattutto in vista del fatto che questi ultimi sono da stampare in grandi quantità.

Concludo ricordando ancora una volta l’apertura del negozio di etsy, che potete trovare a questo link.

Buona stampa e al prossimo articolo!

Fede

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

Lascia un commento

Close Menu
shares