Porta – tempio di pietra

Come annunciato la settimana scorsa, con oggi inauguro una nuova categoria: l’ambientazione del tempio di pietra. Quello a cui sto pensando è un’ambientazione generica di un ipotetico tempio sotterraneo, con strutture principalmente in pietra. L’ispirazione arriva molto probabilmente da The elder scroll: Oblivion, di cui mi piacciono particolarmente le ambientazioni.
A questo progetto sto lavorando già da un po’, solo che per vari motivi sono rimasto bloccato, in primis il non saper pitturare la roccia. Quindi anche se il materiale esiste, anche già stampato, bisognerà attendere un po’ in modo che li riesca a pitturare al meglio.
Per velocizzare i tempi ho anche rispolverato qualche vecchio lavoro riutilizzabile per questo ambiente, sfruttando l’occasione anche per mostrarli.

Oltre a questo al momento sto seguendo anche altri progetti personali, sempre inerenti la stampa 3D, che devo cercare di organizzare al meglio, dato che potrebbero portare grandi risultati. Uno tra questi è riuscire a stampare con layer ancora più sottili (<0.1mm), per cui ho già provato a fare un paio di test random, con dei buoni risultati. Finito con le premesse passiamo al primo articolo della serie, che riguarda le porte.

Introduzione

In tutta la mia carriera ho provato solamente a fare una miniatura per le porte, in legno. Quello che mi ha sempre bloccato in questo tipo di lavori è che non sapevo come fare gli stipiti. Questo finché su Instagram non ho visto delle ambientazioni e sono riuscito a capire lo stile dello stipite in pietra, che potete vedere dal video di presentazione sopra.
Dato che sono da usare per giochi da tavolo, ho pensato di posizionarle su una basetta quadrata da 25mm.
Perché questa scelta? I motivi sono principalmente due: la stabilità dell’oggetto e la comodità di utilizzo.
Le porte in legno che dicevo prima hanno uno spessore di circa 0.5cm, con una basetta poco più larga. Conclusione? Se la stampa è soggetta a warping (anche leggero) e il campo su cui vengono appoggiate non è in piano, queste cadranno per ogni minima cosa.
Mettendola su una base da 25mm invece si ottiene una maggiore stabilità in quanto non può sbilanciarsi e cadere, e può essere tranquillamente affiancata a dei muri con la stessa base. Inoltre torna comodo nel caso si utilizzi sotto un campo quadrettato classico. L’unica differenza rispetto al disegnare le stanze coi pennarelli sta nel ricordarsi che ora le pareti hanno uno spessore di 1 quadretto, rispetto al disegno, in cui hanno come spessore la linea separatoria tra due quadretti.
A questo tipo di spaziatura ci avevo pensato fin da quanto ho creato le basette del terreno in legno, in quanto mi sono messo a riflette su come far combaciare muri e campo quadrettato sottostante. Inoltre ho riscontrato che questo è un sistema utilizzato da altri, quindi pare non sia proprio una cattiva idea.
Così facendo si riesce a rispettare la quadrettatura del campo di gioco, ovvero le eventuali basette dei terreni saranno sempre allineate con i quadretti del campo, cosa che non accadrebbe se lo spessore delle basi dei muri fosse inferiore. Questo è un vantaggio, in quanto non si creano problemi nel caso non ci dovessero essere più pareti o pavimenti da disporre e si debba usare il pennarello per continuare a disegnare le nuove stanze.
Dico questo perché è capitato a me personalmente con i miei amici di usare le porte in legno che ho fatto, e avendo appunto una base non standardizzata ha creato qualche problema.
Come si vede dal video sopra, ho creato due varianti, anche se solo la prima la considero ufficiale. Non ho fatto il video della modellazione, ma quella ufficiale è la seconda fatta, che altro non è che una versione riscalata dell’altra.
Per tenere un certo ordine nell’articolo però, mostrerò prima la “versione ufficiale”, parlando come se avessi iniziato da questa, e solo dopo mostrerò l’altra. Non dovrebbe esserci nessun tipo di problema o confusione, perché essendo una la versione più larga dell’altra, la modellazione è identica.

Detto questo andiamo a vedere come ho svolto il lavoro.

Da progetto ho deciso che la porta sarebbe dovuta essere spessa circa 7.5mm, in modo che eventualmente possa stare anche su una basetta da 1cm di spessore, nel caso qualcuno me la dovesse mai richiedere.

Il modello 3D

Non ho fatto il video della creazione principalmente perché me ne sono dimenticato. Ebbene si, quando inizio a modellare purtroppo sono concentrato sul modello e non sul fatto che devo anche registrare, e quindi succedono queste dimenticanze. Un altro motivo è che è un lavoro lungo e ripetitivo, in cui fatta una cosa le altre sono tutte uguali.

Per iniziare ho deciso l’altezza della porta, per poter posizionare gli stipiti. Questi sono composti da una serie di cubi di dimensioni alternate (più grandi e più piccoli), in cui quelli nella parte superiore hanno i vertici nella parte interna avvicinati tra loro. Per velocizzare ho utilizzato il modifier mirror.

Come vanno disposti i cubi per formare gli stipiti

La fase veramente lunga è lo sculpting. Per prima cosa ho separato i vari cubi in oggetti differenti, in modo che modellandone uno, quelli adiacenti non venissero modificati. Attraverso lo sculpting ho creato l’effetto roccia, prima con il pennello Scrape/Peak in sottrazione, per smussare i bordi e poi con Clay/Strips, passandolo sulle facce per dare un effetto di rigonfiamento irregolare.
Con entrambi i pennelli era attivo attivo dynotopo, lasciando attivata la simmetria in modo da applicare le modifiche a due pietre alla volta. Nel caso si volesse un lavoro più disomogeneo è meglio disattivare quest’ultima opzione.
Una cosa a cui fare attenzione è la sovrapposizione delle pietre: dato che vogliamo andare a stamparla è bene che le pietre siano ben sovrapposte l’una con l’altra, in modo che il programma per lo slicing non trovi spazi vuoti.

Fatti gli stipiti sono passato alla porta vera e propria, composta da tre assi di legno. Di queste ne ho creata solo una, copiandola poi per altre due volte.
Per la forma sono partito da un cubo, a cui ho aumentato l’altezza fino a sovrapporlo con gli stipiti. Dato che non mi interessa che si apra, non c’è bisogno di essere precisi.

Le assi sovrapposte con gli stipiti. Addirittura una parte delle assi fuoriesce dagli stipiti. Fortunatamente questo non si nota nel modello stampato, quindi non sono servite correzzioni

Per lo sculpt ho seguito lo stesso procedimento che ho usato per il pavimento di legno. Prima ho smussato i bordi con il pennello Scrape/Peak in sottrazione e poi ho fatto le venature con Sculpt/Draw, sempre in sottrazione.

Ho quindi fatto le copie necessarie e aggiunto i dettagli come i cardini e la maniglia.

Infine la pavimentazione della basetta. Per questa ho provato a fare delle mattonelle rettangolari e il risultato è stato pessimo in quanto erano troppo grandi. Quindi ho provato utilizzando i mattoni della muratura della seconda porta (che avevo già concluso in quel momento). Per fare il mattone ho seguito lo stesso procedimento delle pietre degli stipiti, con la sola differenza che questo è più piccolo. Una volta modellato ne ho fatto varie copie fino a coprire tutto il pavimento. Per velocizzare il lavoro le mattonelle le ho posizionate senza curarmi dei bordi della basetta, creando il pattern voluto. Le parti sporgenti le ho poi rimosse con il modifier boolean in sottrazione.

Devo ammettere però che alla pavimentazione ci ho pensato tardi, dopo la prima stampa, in cui il terreno è piatto. Dopo aver stampato le prime porte e pitturate mi sono resto conto che effettivamente solo la porta senza un vero pavimento stonava, oltre al fatto che la basetta si sporca con i colori utilizzati, a meno di non essere estremamente precisi. Quindi ho stampato una seconda volta questa porta.

La stampa 3D

Per la stampa ho utilizzato i layer alti 0.2mm, senza usare né brim né supporti. La stampa ha richiesto circa 50 minuti.
Un particolare: la base della basetta leggermente smussata aiuta a combattere il problema del warping.

La versione senza mattonelle
La versione ufficiale appena rimossa dal piano di stampa

I dettagli delle pietre trovo che siano usciti perfettamente, un po’ meno le venature del legno. Anche se queste ultime non sono in risalto come nella pavimentazione in legno, si sono comunque creati dei rilievi che rendono più rugose le assi, rendendole più realistiche.
Probabilmente per mettere in maggiore risalto le assi avrei dovuto stampare con layer alti 0.1mm, o modificarne l’orientazione di stampa. Il risultato è comunque eccezionale.

La pittura

Per la colorazione ho usato:
Citadel

  • Abaddon black

Tamiya

  • Marrone

Miscele

  • 1:1 grigio (Tamiya) e Abaddon black(Citadel), color grigio scuro

La prima cosa che ho fatto è stato dare una base con l’Abaddon black in maniera uniforme. Poi ho usato la tecnica del dry brush, usando il pennello asciutto con il colore, passandolo in maniera che il colore non finisse nelle rientranze.
Lo stesso lavoro l’ho fatto con le pietre.

In questo modo le intersezioni tra le assi di legno e le pietre restano nere, in risalto.

Conclusioni

Questa porta la ritengo un mio piccolo capolavoro in quanto è riuscita fin da subito, la stampa non ha avuto problemi di nessun tipo e la colorazione rende perfettamente l’idea di cosa sia.
Le tecniche che ho usato per colorare però non sono molto avanzate, infatti ho usato un solo colore (il grigio), mentre da quanto ho visto online sarebbe opportuno usare più grigi, per dare più sfumature alla pietra. Su queste non ho voluto provare in quanto non so se i dettagli presenti sono sufficienti per giustificare più tonalità.

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Fede

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

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