Scatola portaoggetti

Questo articolo è diviso in due pagine per una maggiore chiarezza, nella prima mostro i modelli finiti, mentre nella seconda le problematiche incontrate e risolte.
Avrei voluto poter fare di più, ma ho avuto dei limiti di tempo dovuti a tutti i problemi di cui parlerò nella seconda parte. Per non saltare l’articolo settimanale, ho preferito quindi mostrare un oggetto molto semplice, anche se di grande effetto. Inoltre l’aggiunta dei video di youtube non ha aiutato, in quanto ho dovuto studiare il funzionamento dei programmi per la registrazione e montaggio video.
Un ringraziamento particolare va a Diego, che con un’idea che in molti potrebbero considerare banale (ma che in realtà non lo è) mi ha risolto il problema delle cerniere.

Introduzione


Video – Il rendering qui mostrato è quello della prima versione della scatola portaoggetti, che mostrerò nella pagina successiva. Le differenze con quella qui mostrata sono minime.

Devo ammettere che l’idea di questa scatolina portaoggetti è da un po’ che ce l’ho, e dato che mi occupo di miniature fantasy ho deciso di fare una cassa o scrigno. Durante la stesura del progetto avevo pensato a due varianti: una con il coperchio piano (quella che poi ho fatto) e una con il coperchio curvo, tipo scrigno del tesoro. Questa seconda versione trovo sia migliore in quanto ha un maggiore volume interno, ma non ho avuto il tempo di crearla, anche se spero in un futuro articolo a riguardo.
Il progetto prevedeva delle scatole dalle dimensioni di 10x5x5 e 5×2.5×2.5cm (larghezza, lunghezza e altezza) e in caso anche una via di mezzo tra le due. La versione più piccola, anche se non molto voluminosa, è stata comoda per fare i test in maniera rapida.

Il modello 3D

In questo lavoro ho utilizzato i modifier mirror e array, il secondo per fare le assi. Queste sono state le prime cose fatte, usando delle dimensioni prestabilite. Le ho poi usate come riferimenti per fare i bordi in metallo.

Figura 1 – Le assi. In mostra le pareti frontali.
Ci sono dei vertici al centro del modello perché ho usato mirror, in modalità clipping

Per i bordi in metallo invece ho fatto solo 1/4 del lavoro grazie all’uso di mirror sia sull’asse x che y.

Figura 2 – I bordi in metallo. In evidenza la parte modellata

Come si vede dalla figura, la parte inferiore è ribassata e serve come appoggio per il fondo senza bisogno di perni appositi.
Il coperchio è stato fatto nella stessa maniera del resto.

Figura 3 – Il coperchio, con una parte della cerniera,
ancora senza fori

Infine il fulcro di questo lavoro: la cerniera. Questa idea è merito di DIego, ovvero usare una graffetta tagliata come perno, mentre la parte stampata è composta solo da due pezzi con un foro.

Figura 4 – La cerniera, con il foro in cui alloggerà il perno

Per fare i fori ho utilizzato il modifier boolean in modalità sottrazione di un cilindro con un diametro di 3mm. Nella parte della cerniera attaccata al coperchio i fori arrivano solo fino a metà del modello.
In questa fase dobbiamo anche fare attenzione che i modelli abbiano una forma adeguata per permettere la rotazione durante l’apertura del coperchio, quindi l’asse di rotazione non può essere posizionata troppo vicina al coperchio e la cerniera non può essere troppo voluminosa.

Nota importante: arrivati a questo punto bisogna fare attenzione, infatti dato che i fori devono avere una dimensione prestabilita, dal momento in cui applichiamo boolean il modello NON sarà più scalabile, a meno di non rifare tutta la cerniera.

Video della modellazione. Il lavoro mostrato per i perni, come per il video precedente, è della prima versione, che mostrerò successivamente.

La stampa 3D

Per le scatole stampate ho impostato i layer a 0.2mm, i supporti con Cura sono stati più che sufficienti, e ho usato sia il brim che il piano riscaldato. Dato che dovrebbero rappresentare casse di legno, ho preferito usare del filamento marrone e pitturare poi solo le parti in metallo.

La scatola piccola
La versione piccola ha richiesto circa 4 ore di stampa, divisa in due pezzi: il corpo e il coperchio. Per evitare la fase di incollaggio ho stampato il fondo insieme alle quattro pareti, in un pezzo unico.

Figura 5 – La cassa stampata prima di essere assemblata. Davanti i pezzi della graffetta usati come perni
Figura 6 – La scatola assemblata.
Si nota parte della graffetta che sporge

Come colla ho usato della vinavil, mettendo una goccia nella parte della cerniera attaccata al coperchio.
Dato che durante la progettazione ho fatto degli errori con le misure, la dimensione reale della scatola è di 5.5×3.5x3cm.

La cassa grande
Questa mi è uscita più grande del previsto, con le dimensioni di 11x7x6cm.
Per ridurre il tempo di stampa (che è stato di circa 15 ore in totale) ho dimezzato lo spessore delle pareti spostando i vertici più interni verso l’esterno, mentre senza questa modifica sarebbero state necessarie oltre 21 ore di stampa. A differenza della cassa precedente, questa è divisa in tre pezzi, con il fondo separato, così che fosse più semplice da rimuovere dal piano di stampa. Inoltre, ho fatto due fori con diametri differenti: 3mm per la parte della cerniera attaccata al coperchio e 2mm per quelli attaccati al corpo della scatola, usando due gocce di super attack su questi ultimi pezzi. In questo modo i perni non ruotano durante l’apertura o chiusura del coperchio, rendendo più agevole l’operazione.

La pittura

Per la pittura ho utilizzato:

  • Runefang steel
  • Abaddon black

E

  • Giallo

I primi della Citadel, l’ultimo della Tamiya. La versione nera e gialla sono delle prove, mentre quella color acciaio è la “versione ufficiale”.
I risultati:

Figura 7 – La cassa piccola completata
Figura 8 – La cassa piccola. Dato che i pezzi sono molto vicini tra di loro è presente dell’attrito, che rende possibile tenere il coperchio alzato in questo modo
Figura 9 – Le prove coi tre colori.
Per la versione gialla e nera ho usato due modelli scartati fatti in precedenza

Mentre la scatola grande:

Figura 10 –
La cassa grande assemblata, lato frontale

Figura 11 –
La cassa grande vista da dietro.
Non si nota la goccia di colla messa per tenere il perno in sede
Figura 12 –
La cassa grande aperta, con dei dadi,
per mostrare quanti ne può contenere.
Dato che c’è spazio tra i pezzi della cerniera, il coperchio non può essere tenuto aperto a metà come nel caso precedente

I dadi mostrati nella figura sono: 36 D6 da 1cm di spigolo, nascosti da 2 set di dadi per d&d.

Conclusioni

Nonostante abbia sbagliato le dimensioni rispetto al progetto originale non c’è stato alcun problema in quanto le proporzioni risultano adeguate.
A causa delle problematiche, mi sono concentrato sulla struttura generale anziché sui particolari, ma nonostante questo chi ha avuto l’occasione di vederla l’ha apprezzata. Come dettagli mi è stato consigliato di fare le maniglie ai lati e una serratura (finta) davanti, che verranno fatti una versione futura.

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Fede

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

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