Scatola portaoggetti

Nella pagina precedente sembra quasi che il lavoro sia andato tutto liscio, quando invece la stampante mi ha fatto dannare non poco. Qui mostrerò il processo, un po’ lungo, che mi ha portato alle scatole che ho potuto mostrare.
Principalmente tutti i test che ho fatto sono stati sulla scatola piccola, in modo da avere delle stampe rapide ma al contempo poter valutare la qualità totale.
Mostrerò singolarmente le varie problematiche che ho affrontato e risolto.

Inarcamento verso l’alto durante la stampa

Questo è un problema molto comune nella stampa, soprattutto se si usa ABS, un po’ meno con il PLA. Nel mio caso però, facendo miniature molto piccole non l’ho mai riscontrato in maniera talmente evidente da creare problemi, fino a questo lavoro.
L’inarcamento altro non è che una parte del primo strato che, a causa del restringimento dovuto al raffreddamento del materiale, si stacca dal piano di stampa, inarcandosi verso l’alto. Ecco cosa succede:

Figura 13 –
Inarcamento di un angolo durante la stampa

Anche la geometria del pezzo ha un ruolo fondamentale: gli angoli di 90° (come quelli delle casse) hanno una maggiore propensione a staccarsi rispetto a degli angoli arrotondati.
Nella migliore delle ipotesi otteniamo un pezzo non molto bello a vedersi e in alcuni casi anche inutilizzabile (se ad esempio è una parte meccanica che richiede molta precisione), nella peggiore può staccarsi completamente l’oggetto.
Per risolvere il problema possiamo fare due cose:

  • Utilizzare il brim, o il rift per i casi più estremi
  • Utilizzare il piano riscaldato

Per il PLA generalmente, un piano riscaldato a 45-55°C pare sia più che sufficiente, anche se io per sicurezza l’ho usato a 60°C. Inoltre, leggevo che nelle stampanti 3D più economiche il piano potrebbe non avere una potenza sufficiente per scaldarsi omogeneamente, quindi il consiglio è quello di stampare al centro del piano di stampa, che dovrebbe essere alla temperatura più corretta.
Il brim è sempre consigliabile usarlo, a differenza del rift che è da usare solo in casi estremi, anche se va ricordato che entrambi risentono del restringimento dovuto al raffreddamento e quindi soggetti all’inarcamento verso l’alto.
Infine, per lavori molto grandi è consigliabile non raffreddare con la ventola.

Figura 14 –
La differenza tra una cassa in cui è presente l’inarcamento (a sinistra) e una senza (a destra)

La cerniera completamente in PLA

Questa è la parte che mi ha fatto penare all’inizio e che non sarei riuscito a risolvere da solo, in quanto ero troppo concentrato sul fare tutto quanto il modello in PLA.
Per fare ciò, la cerniera sarebbe stata composta da tre pezzi:

Figura 15 –
La cerniera nei suoi vari componenti

L’idea era di appoggiare il coperchio sul corpo e poi incollare il pezzo sopra in modo da chiudere il perno.
I problemi:

  • Il perno, nonostante fosse progettato più piccolo, era troppo voluminoso e ho dovuto rimpicciolirlo con il tronchesino (anche se non è servito a molto)
  • Il pezzo sopra era progettato male e, oltre alle difficoltà a incollarlo in quanto troppo piccolo, andava a prendere dentro con il coperchio durante la sua apertura. Quindi, o questo veniva staccato o il coperchio non poteva aprirsi

Queste problematiche le ho riscontrate sia nella versione piccola che in quella grande (ho stampato entrambe per vedere se con il riscalamento cambiava qualcosa, ma non ha funzionato).

Figura 16 –
La prima versione della scatola, ancora da assemblare

La risoluzione di questo problema, come ho mostrato prima, è l’uso della graffetta.

Il perno in metallo

La prova per testare se l’idea avesse funzionato:

Figura 17 – Il test con la graffetta

Come si vede, è molto rozzo, e il motivo è che appunto era solo per vedere come avrebbe funzionato. Si può notare la graffetta non perfettamente dritta e che va da parte a parte.
Una volta visto che questo funziona rimaneva solo un’ultima cosa da fare.

La dimensione dei fori

La graffetta ha un diametro di 1mm circa. Qual’è la dimensione adatta per i fori? Per scoprirlo ho fatto tre prove con i seguenti diametri: 1mm, 2mm, 3mm. Le conclusioni sono che il foro da 2mm è il migliore.
Nel foro da 1mm la graffetta non passa (ovvio! In caso di deformazione in fase di stampa inoltre, può ostruirsi e avere una dimensione inferiore). In quello da 3mm invece balla a causa del troppo spazio. In quello da 2mm invece si infila perfettamente e non balla.
Nella scatola grande che ho mostrato prima un foro è da 3mm in quanto ho preferito lasciare un po’ di gioco per poter aprire il coperchio più comodamente. Invece la scatola piccola ha i fori 3mm è stata stampata prima di aver fatto questo test.

Conclusioni

A raccontarlo così può non essere sembrato un processo lungo, ma, cercare di capire il problema, apportare le modifiche e stampare (che poi è l’attesa la parte più lunga), porta via davvero tanto tempo.
Anche se durante il lavoro tutto questo è frustrante, riuscire ad ottenere i risultati che ho mostrato nella pagina precedente è davvero molto soddisfacente, in quanto alla fine sono riuscito a venire a capo a tutti i problemi.
Quindi, a tutti i neofiti mi sento di dire che in caso una cosa non riesca, provate un approccio differente e non demordete. In caso trovo sia sempre un bene esporre il problema a qualcuno in modo da avere un punto di vista esterno, che potrebbe aiutarci a rivalutare il problema.

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Federico

Fondatore del sito e appassionato di stampa 3D. Mi piace creare principalmente miniature e ambientazioni per giochi gdr, oltre che piccoli gadget. Dal 2015 possessore di una prusa ephestus, tra un problema e l'altro stampo tutti i miei lavori.

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